Giorgio Vasari - Opera Omnia >>  Le vite de pi¨ eccellenti architetti, pittori et scultori




 

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T A D D E O    B A R T O L I

Pittor Sanese


Quanti sono tra' nostri artefici quegli che per guadagnarsi nome si mettono a molte fatiche nella pittura? Et il pi˙ delle volte il maligno influsso che gli persegue fa che le mirabili opere loro son poste in luogo oscurissimo, o sÝ vile e disonorato, che a molti che non conoscono pi˙ lÓ, dÓ cagione di biasimare e vituperare quelle cose che per se stesse meritan lode e per la fatica de' loro artefici che tanti giorni infelici, e tante pessime notti, senza frutto vi hanno speso. E pare che sempre tocchi questa invidia del tristo fato a chi cerca pi˙ la eccellenzia. Tutta volta, advenga negli altri quello che si voglia, a Taddeo Bartoli pittor sanese non advenne certo cosÝ. PerchÚ l'opera publica della cappella che e' fe' nel Palazzo di Siena alla Signoria, fu comune ad ognun che vedere la volse; e di lumi e di aria, sino a' dÝ nostri, si vede | ragionevolmente accompagnata. Era tenuto Taddeo nella patria sua eccellentissimo maestro e meritamente fu elletto ne' tempi suoi dalla Signoria di quella cittÓ a dipignere detta cappella. Il che gli diede animo, essendo il luogo molto onorato et il premio conveniente, a dar fama alle sue pitture et ornare con sÝ bella occasione la sua patria e la propria gloria; presago, come fu il vero, che questa dovesse esser la vera strada da fare utile et onore non piccolo et a se stesso et a' descendenti. Lavor˛ Taddeo per Siena molte pitture, nelle quali si vede certamente diligenzia e studio grandissimo. NÚ rest˛ per lui che affaticandosi del continovo, non divenisse pi˙ eccellente di quello che egli era. Ma la indisposizione di un male oppilativo, lo assassin˛ di maniera, che ella gli impedÝ quella ottima voglia che gli fu sempre fissa nello animo mentre che e' visse. MorÝ Taddeo di anni lix e le pitture sue appariscono del mccccvii. E col tempo gli fu poi fatto questo epitaffio:

TADDAEVS BARTOLVS SENENSIS HIC SITVS EST CVM PINGENDI ARTIFICIO QVOD IPSE MITISSIMIS ET HVMANISS[IMIS] MORIBVS TVM SVAVITATE INGENII QVAM OPERIBVS SVMMO STVDIO ELABORATIS ET PLANE PERFECTIS VICISSIM EXORNAVERAT
IMMORTALITATE DIGNISSIMVS.

Lasci˛ Domenico Bartoli suo nipote e discepolo, che attendendo alla arte della pittura, dipinse con maggior pratica le figure; e nelle istorie che e' fece mostr˛ molto pi˙ copiositÓ, variandole in diverse cose. Sono nel pellegrinario dello Spedale grande di Siena due storie grandi lavorate in fresco da Domenico, dove qualche prospettiva e qualche ornamento garbatamente fece apparire. Dicesi essere stato Dome|nico molto modesto e gentile e d'una singulare amorevolezza e liberalissima cortesia, la quale non diŔ manco nome alle buone qualitÓ sue che l'arte stessa della pittura. Furono l'opere di costui nel mccccxxxvi. E nello ultimo dipinse in Santa Trinita di Fiorenza una tavola d'una Annunziata e nella chiesa del Carmino la tavola dello altare maggiore.








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